Astice o aragosta ? Noi non abbiamo dubbi …. (archivio 2018)

Astice o aragosta ? Bel dilemma. Anche se fanno parte di famiglie diverse, astice e aragosta sono crostacei e vengono spesso confusi l’uno con l’altra probabilmente sia per la caratteristica forma a gambero, sia per le grandi dimensioni. Ma per il palato la differenza c’è e per quanto ci riguarda la differenza è anche tanta.

NONOSTANTE L’ASPETTO SIMILE, ASTICE E ARAGOSTA SI DIFFERENZIANO SIA NEL GUSTO CHE NELLA MORFOLOGIA

Sono infatti entrambi decapodi ma, mentre l’astice appartiene alla famiglia degli astacidei, l’aragosta rientra nell’ordine dei palinuri: il primo, dal carapace liscio, è dotato di chele sugli arti, strumenti difensivi indispensabili per la cattura di prede; il secondo invece ha a disposizione due lunghe antenne e, sul carapace, una serie di spine a difesa dell’organismo. Entrambi raggiungono dimensioni considerevoli che vanno dai 20 ai 60 centimetri; alcune aragoste, definite giganti, arrivano addirittura a 8 kg. Astice e aragosta vivono prevalentemente nel Mediterraneo o nell’Oceano Atlantico, su fondali rocciosi dai 15 ai 200 metri, nascosti sotto sassi.

Può capitare però, proprio a causa della forma simile e a una prima vista superficiale, di fare confusione. In realtà, oltre che per la loro morfologia, si distinguono per altri numerosi fattori.

Intanto la prima differenza è nel gusto. L’aragosta è semplicemente fantastica ed anche a Riccione ci sono opportunità per assaporarla in mille modi e magari sbizzarrirvi nel confronto astice-aragosta.

Intanto vi diamo una mano noi con qualche informazione, poi verificate di persona, magari da Lovster&co in Viale Ceccarini. Un ristorante veramente originale capace di  offrirvi un’esperienza sicuramente originale ed interessante: un’intero pranzo o cena a base di aragosta, con un buonissimo rapporto qualità-prezzo.

 

Ma come si differenziano astice ed aragosta ?

 

Colore: esistono due specie di astice, quello più conosciuto, originario del Nord America e quello europeo, più raro (Mare del Nord e Mediterraneo). Il primo è marrone scuro con chiazze gialle sul ventre, il secondo vanta tonalità tendenti al blu intenso su tutto il carapace. A differenza dell’astice, l’aragosta è caratterizzata da un colore tendente all’aranciato, rosso-brunastro o viola-brunastro.

Dimensioni: le aragoste raggiungono una lunghezza media di 20/40 cm, mentre gli esemplari comuni di astice sono leggermente più grandi, mediamente dai 30 ai 40 cm

Gusto: l’astice ha un gusto più deciso, con carni elastiche e compatte che, in cucina, si si trasformano in piatti dal sapore marcato. L’aroma dell’ aragosta è invece molto più dolce e delicato; la polpa è meno dura e molto pregiata, ideale per piatti raffinati.

Prezzo: l’astice risulta decisamente più economico, con differenze che oscillano anche di 30-40 € al kg: il costo di un’aragosta può infatti variare tra i 30 e i 60 euro al chilo

Occupiamoci della cottura. È un passaggio molto delicato: fondamentale evitare che la carne risulti asciutta e filacciosa, è indispensabile sapere che quando il crostaceo comincia ad assume tonalità tendenti al rosso, sta raggiungendo il giusto grado di cottura. Inoltre, per le aragoste, è preferibile scegliere esemplari femmina che non siano troppo grandi, magari al di sotto di un kg (perché più giovani).

Si cucina prevalentemente al vapore e alla griglia: la bollitura prevede un tempo di cottura di circa 18-20 minuti per ogni kg; in caso di crostacei freschi, basterà semplicemente immergerli in acqua bollente mentre se congelati, bisognerà lasciarli in acqua tiepida per circa 30 minuti prima di procedere nella preparazione. Una curiosità, per evitare che la coda si arricci è abitudine diffusa legarli a un’asticella di legno; in questo modo sarà inoltre possibile estrarre la carne dalla corazza con estrema facilità

 

Si pranza senza posate ?

A cottura ultimata (e corretta) il risultato sarà una polpa estremamente delicata, da gustare con le mani, evitando così rischio di contaminare sapore con il metallo delle posate.

Come abbiamo già accennato, altro metodo assai utilizzato è la cottura alla griglia, cottura che spopola in Romagna e quindi anche a Riccione. Per una grigliata perfetta astici e aragoste non devono essere cotti a fuoco vivo: la brace deve aver raggiunto una temperatura costante. Ricordatevi di posizionare il crostaceo sulla griglia, dal lato della corazza, dopo avergli praticato un taglio sul ventre; infine, quando la corazza inizierà a diventare rossa (non più di 9-10 minuti) sarà pronto da gustare.

Non resterà che accompagnare il piatto con una semplice emulsione di olio (quello dei colli riminesi è di grande qualità), limone e spezie senza dimenticare che, entrambi gli esemplari, sono alla base anche di raffinati primi piatti, delicati antipasti (come fresche e stuzzicanti insalate con frutti esotici o carpacci ) o squisiti piatti unici, dalle zuppe alla paella.

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