Entroterra romagnolo: Saludecio.

Paese ottocentesco raffinato e fiero, Saludecio o “Saludécc” è, prima di tutto, un borgo che presenta, subito, un valore aggiunto inestimabile. Nelle sue stradicciole, circola sangue e tempra tipicamente romagnole!

Comune italiano popolato da 3120 abitanti, Saludecio si appoggia sulle rigogliose colline della Valconca, situate a pochi chilometri dal confine marchigiano; distante 15 km da Cattolica, 20 da myRiccione e 30 dalla provincia riminese, appartiene al bacino della Valconca, insieme ai comuni di Mondaino e Montegridolfo.
Curiosa l’origine del nome, di provenienza latina: San Laodecio, menzionato in un atto papale del 1144, deriva dall’adattamento di “salus Decii” (“lunga vita a Decio”, se volessimo tradurre il termine con piglio elastico), in onore dell’imperatore romano Decio, scelto come eroe eponimo della cittadina in questione.

Elegante, raffinato, con un profilo austero, tutto ottocentesco, il grazioso paesino di Saludecio sa offrire molti assi nella manica, considerate la sua vocazione culturale e la propensione ad uno sperimentalismo eclettico, favorito da un ottimo contesto ambientale, storico-architettonico.
Recintato da un paesaggio dalla forma allungata e dolce, il centro storico alterna edifici sacri, palazzi raffinati alla semplicità delle abitazioni comuni e si affaccia su un panorama collinare dal sapore immortale, apprezzato a partire da epoca romana e altomedievale.
I Malatesta, signori di Rimini, dal Duecento sino al Cinquecento compreso, hanno reso Saludecio un sicuro possedimento difensivo e strategico, in modo da tenere a bada la cresta alta della famiglia a loro avversaria, quella dei Montefeltro.
La rocca, consolidata in modo omogeneo rispetto alla cinta muraria, mostra tutt’oggi la sua fisionomia medievale, con il dedalo dei vicoli protetti dalle mura e le due porte monumentali d’accesso.
Nel corso dei secoli, grazie anche alla supervisione operata dalla Chiesa, Saludecio si arricchisce di edifici, chiese prestigiose, santuari, musei pregiati, nonché di artisti affermati, quali Guido Cagnacci. L’apoteosi dello splendore si registra nel 1800, quando la cittadina, dotandosi di enti ed istituzioni amministrative, viene eletta capoluogo di vallata.
La disponibilità degli abitanti a rendersi ospitali ed accoglienti nei confronti dei passanti si evince dalla realizzazione di manifestazioni spettacolari quali l’Ottocento Festival (un vero tuffo nel passato) e la pittura, per questa occasione, di murales sulle pareti esterne delle dimore a diretto contatto con il pubblico, dato di fatto che ha spinto Saludecio ad entrare, a pieno titolo, a far parte delle così dette Città dei muri dipinti!
Arrivati a questo punto, mi soffermo, al volo, sulla sezione legata agli eventi: il primo weekend di agosto sarà tutto dedicato al sogno romantico delle notti trascorse sotto i raggi degli astri del ciel. Il 5 e 6 agosto 2017, la Notte Bianca per sognatori, allo scoccare della mezzanotte, permetterà a tutti i partecipanti di scrivere un desiderio e farlo volare, affidandolo al cielo stellato, ispirati dai celebri quadri “notturni” di Vincent Van Gogh e dalla sua poetica riflessione: “Non so nulla con certezza, ma la vista delle stelle mi fa sognare”.
E allora, anche noi…fantastichiamo nella magica realtà di Saludecio, insieme!

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