Chi afferma che la montagna è fatta solo di roccia, non ha visto…Montefiore!

E’ una cartolina speciale Montefiore.

Non è affatto un caso se Montefiore  si trova al vertice dell’ambita lista dei borghi più belli d’Italia.  Gli alti meriti vanno conquistati con elevata Grazia!

Il panorama della sua Rocca cattura lo sguardo, poderoso “monumentum” malatestiano che svetta indomabile sulla vallata del fiume Conca. Una volta raggiunto il suo abitato di stampo medievale, anch’esso seduce ed invita i passanti ad essere attraversato. Intorno è il verde, con boschi integri e campagne delicatamente coltivate, a far dono di sé con generosità, mentre, come magico sfondo marittimo, la riviera dipinge l’orizzonte.

Montefiore è luogo da abbracciare in qualsiasi stagione dell’anno. Nell’inverno che spruzza il suo bianco candore sulle cime che lo circondano mentre il Presepe vivente sfila tra le mura trecentesche. A primavera, quando la campagna in fiore mostra i suoi gioielli e i festeggiamenti pasquali conducono indietro in un tempo passato, fatto di tradizioni sentite e ritualità condivise. In estate, quando tutta la borgata viene popolata da musiche, voci e i numerosi eventi spettacolari si susseguono, tra arte e fiere “artigianali”. In autunno, quando la generosa terra regala sapori unici e particolareggiati quali l’olio extravergine d’oliva e le gustose castagne.

Per quanto concerne l’iter sul nome, il Castrum Montis Floris è citato per la prima volta in un documento del XII secolo, grazie ad una concessione avanzata da Papa Alessandro III alla Chiesa di Rimini. Le fonti successive, invece, parlano di Mons Floris, ovvero Monte del Fiore.

Le origini di questa incantevole realtà sono, in verità, molto più antiche. Abbondano i reperti locali risalenti all’età del ferro e di epoca romana! Il periodo storico che ha lasciato una traccia decisa e decisiva è quello medievale, grazie alla presenza massiccia della potente signoria guelfa dei Malatesta, la quale ha dominato il territorio riminese a cavallo tra Trecento e Quattrocento in qualità di vicaria papale, con una maestria tale da riuscire, nel 1322, ad acquistare la città, che divenne, in questo modo, un bene privato, una loro proprietà esclusiva.

Ecco, dunque, spiegato il motivo per il quale il Castello, oltre che rinforzato, venne utilizzato sia come possente macchina militare sia come reggia per le vacanze della famiglia, dotato delle comodità di un palazzo cittadino, con soggiorni prolungati per le battute di caccia e per l’ospitalità riservata a personaggi illustri, papi e imperatori inclusi. In questo tempo di splendida fioritura, il paesino si arricchì di palazzi, chiese e monasteri, di cui restano segni e vestigia ancora lucenti. Con il declino della casata riminese fu il Borgia a governare, seguito dalla Repubblica di Venezia e dal Principe di Macedonia Costantino Comneno, che qui morì nel 1530. Successivamente, in tali dinamiche storiche s’insinuò la Chiesa, che venne ad incidere politicamente anche nel resto della Romagna.

Oggi, accanto alla bellezza del paesaggio e alla bellezza raffinata della Rocca, è stata garantita la possibilità di rivivere, in chiave contemporanea, gli antichi percorsi da utilizzare a piedi, a cavallo o in bicicletta. Sentieri che dalla località Pedrosa conducono a Gemmano e alle Grotte di Onferno, attraversando torrenti ondosi e rigogliosi boschi, senza trascurare la boccata d’aria fresca assicurata dalle numerose soste e da un’ottima offerta ricettiva turistica locale.

Comune Amico del Turismo Itinerante, Montefiore è una perla su cui camminare lieti.

Buona passeggiata, allora!

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