Valmarecchia, a due passi dal mare come vivere un sogno

Valmarecchia, come essere dentro un film !

Nell’entroterra che si snocciola verso la Toscana e le Marche, esiste una generosa porzione di Romagna, splendida, incantata, magica: benvenuti in Valmarecchia!, vallata che riempie il cuore con il suo luminoso paesaggio naturale, valle capace di far assaporare le vicende dinamiche della storia attraverso le numerose roccaforti malatestiane, le quali, dall’alto di imponenti speroni rocciosi, continuano a sorvegliare attentamente il corso dell’omonimo fiume, che ammalia le orecchie curiose dei passanti grazie alle sue piccole, grandi mitologie, con le poesie dialettali di Raffaello Baldini e i luoghi dell’anima del visionario Tonino Guerra, con l’arte e i musei; in particolar modo, con la buona cucina e un’ospitalità fuori dal comune…davvero eccezionale !
La Valmarecchia è il regno di maestose rocche come l’inespugnabile forte di San Leo, dove lo sguardo spazia dal Montefeltro tramontando sul mare; culla elegante che ospitò Dante e san Francesco; scenario singolare di foschi racconti come quello di Azzurrina, dolce fanciulletta rinchiusa dal padre perché albina e, in quanto tale, “battezzata” diabolica dal sentire popolare, a cui la madre tingeva di nero una folta chioma di capelli che, automaticamente, diventava azzurra come i suoi occhi pieni di vitalità; sfortunata bambina scomparsa in tenera età mentre giocava nel suo castello, ubicato a Montebello, nel giorno del solstizio d’estate del 1375 e il cui fantasma, da quell’infausto giorno, si fa sentire ancora scalpitante, irrequieto, puntuale, ogni cinque anni.
Premesso questo, iniziamo il nostro itinerario con Santarcangelo, città double face, nobile e popolare al tempo stesso; rocca artistica e romantica appoggiata sul colle di Giove, il “monte” romano da cui ebbe origine il prelibato vino sangiovese; capitale della poesia dialettale romagnola e meta celeberrima in vista dell’annuale fiera autunnale “dei becchi” (e/o di san Martino, per i più devoti 😉) e dell’effervescente, estivo Festival Internazionale dei Teatri: dinamite pura!
In tutti i sensi.
Risalendo la valle, eccoci, ora, a Verucchio, punto da cui i Malatesta avviarono la loro personale conquista della Romagna e delle Marche; bellissima rocca, è da visitare per il suo Museo Archeologico, che conserva le antiche tracce della civiltà villanoviana, qui insediata durante l’Età del Ferro.
Procedendo sempre in alto (mai abbassare la guardia!), la Valmarecchia regala ai passanti altri tre diamanti, Montebello, Torriana e il santuario della Madonna di Saiano, sede dell’Osservatorio Naturalistico Valmarecchia, sito all’interno dell’Oasi naturalistica di protezione della fauna.
Ancora più su, presso le pendici occidentali del Monte Carpegna, si trova Pennabilli, spettacolare borgata montanara che Tonino Guerra, cultore della Bellezza, ha selezionato come dimora e musa ispiratrice delle sue innumerevoli attività di poeta, sceneggiatore, scrittore.
Bypassando la maestosa rocca di San Leo, formidabile scatto iconico del Belpaese, non possiamo non concludere il nostro rapido, ma intenso viaggio perlustrativo senza menzionare Talamello, gustosa terra produttrice di prelibato formaggio di fossa, Sant’Agata Feltria, rinomata patria del tartufo e l’indimenticabile borgo di Petrella Guidi, rocca antichissima costituita da un pugno di abitazioni altissime in pietra bianca, disponibili a regalare al panorama circostante un volto meravigliosamente fiabesco.
Arrivati a questo punto, non mi resta che augurare buona strada a chi ha voglia di attraversare, in lungo e il largo, lo splendore di una realtà che non conosce rivali!

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